SAN GIUSEPPE DA LEONESSA

San Giuseppe da Leonessa

S. Giuseppe (al secolo Eufranio Desideri) nacque a Leonessa (RI) nel gennaio 1556 da famiglia agiata di mercanti. Seguendo l’esempio di s. Francesco d’Assisi rinunciò alle ricchezze famigliari. Vestito l’abito cappuccino tra il 1571 ed il 1572 intraprese un’intesa attività di predicazione nei territori appenninici tra Marche e l’Umbria.

Nel 1587 chiese ed ottenne di recarsi in Turchia per curare, confortare gli schiavi cristiani inermi e gli appestati, per evangelizzare i turchi e lo stesso Sultano. Quando tentò di avvicinarsi a quest’ultimo fu incarcerato e torturato. Fu sottoposto al supplizio del gancio, a cui venne appeso con una mano e un piede per ordine del Sultano stesso. Sfiorò il martirio. Dopo esser stato torturato fu espulso da Costantinopoli. Ritornato in patria, riprese la predicazione con rinnovata lena. Si dedicò ai poveri e agli infermi, lottò contro le prepotenze e le ingiustizie, realizzando rifugi per ammalati e pellegrini ed istituendo i monti frumentari e quelli di pietà nei paesi pedemontani dove più misere erano le condizioni economiche delle popolazioni. San Giuseppe era considerato già un santo in vita, i contemporanei gridarono più volte al miracolo. Morì in fama di santità dopo una lunga malattia il 4 febbraio 1612. La morte lo colse ad Amatrice dove fu sepolto.

Il santo fu canonizzato da papa Benedetto XIV. Gli abitanti di Leonessa, ritenendo che le spoglie del Santo dovessero riposare nella città di origine, una notte del 1639 perpetrarono il “sacro furto”,trasportano il corpo nel paese nativo. Ancora oggi le spoglie del Santo riposano nella chiesa barocca di San Giuseppe da Leonessa.

Alla processione di aprile col cuore del Santo partecipano moltissime persone; i festeggiamenti del Santo si ripetono anche la seconda domenica di settembre.

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