Festa

La festa della Madonna e il Giubileo

La festa della Madonna dei Sette Dolori è un momento importante per la nostra Parrocchia, per tutta Pescara e i paesi vicini. Viviamo una fase della stroia dell'umanità, in cui sembra che i principi etici e morali non hanno più valore; le religioni stesse diventano fonti di divisioni tra i popoli e le varie culture, creando guerre fraticide in tante parti del mondo.

In questo contesto Papa Francesco ha indetto il Giubileo della Misericordia per ricordarci che il perdono fa parte integrante della vita familiare, sociale e universale. Nel documento dell'Indizione del Giubileo si legge: "Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. È fonte di gioia, di serenità e di pace. È condizione della nostra salvezza. Misericordia: è la parola che rivela il mistero della SS. Trinità. Misericordia: è l'atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro. Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con gli occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita. Misericordia: è la via che unisce Dio e l'uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato".

La Madonna ai piedi della croce udì certamente le parole di Gesù: "Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno". Nel suo cuore straziato dal dolore, quelle parole, divennero un programma di vita e motivo di accoglienza e di perdono per tutti i peccati dell'umanità.

Il nostro Santuario, in questo Anno Giubilare, sia luogo del perdono, della riconciliazione con Dio e con i fratelli.

La Madonna Addolorata, che ha conosciuto la profondità della fragilità umana, sia presente nei momenti dolorosi della vita per consolare con la tenerezza di una mamma.

A Lei con fiducia ci rivolgiamo per dire il nostro Grazie per i doni ricevuti ed invocare la sua celestiale protezione.

P. Vincenzo Di Marcoberardino

Parroco

 

Programma 2013

In ricordo del diacono Filippo Sonaglia

Il giorno 7 febbraio 2010 il Signore ha richiamato a se il nostro fratello Filippo Sonaglia, diacono dell'arcidiocesi di Pescara-Penne.

Filippo ha iniziato il suo cammino di fede, unitamente alla moglie Rosalba, nel gruppo di preghiera di Padre Pio. Nel 1984 è entrato nell'Ordine Francescano Secolare, di cui è stato ministro locale per alcuni anni presso il Convento Cappuccini di Pescara. È stato per alcuni anni Presidente regionale OFS. Ha testimoniato l'amore al Signore prima con il suo apostolato nell'ambiente di lavoro. Poi, nel 1992, ricevuto il diaconato, per diciotto anni si è reso prezioso con il servizio nella parrocchia del Santuario della Madonna dei Sette Dolori e nella comunità diocesana. Ha nutrito giornalmente lo spirito con l'Eucaristia e la preghiera. Ha conciliato in modo esemplare i doveri religiosi e quelli familiari. Colpito da un male inesorabile, ha accettato con fede, preparandosi all'incontro con il Signore e continuando a lavorare fino all'ultimo giorno. La folla, silenziosa e commossa, e tanti sacerdoti, diaconi e ministranti presenti al funerale nella Basilica della Madonna, hanno reso testimonianza del bene che Filippo ha fatto alla comunità locale e diocesana. S. Ecc. mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, che ha presieduto la concelebrazione, ha reso lode al Signore per la vita del nostro caro fratello, che si è impegnato con tutte le sue forze per "mettere in pratica" le Beatitudini del Vangelo. Nell'accomiatarsi ha detto: "Grazie, carissimo Filippo, per quello che ci hai dato, per quello che hai vissuto, per l'amore che ci hai insegnato". Alle parole del presule fa eco il grazie di tutti noi. Filippo, fratello caro, ti portiamo nel cuore. Il Signore ti conceda il riposo dei giusti. La nostra preghiera ti conforti; San Francesco e Padre Pio ti accompagnino in Paradiso a godere il premio di una vita tutta spesa con generosità al servizio della famiglia e della Chiesa.

 

Dall’omelia di S. Ecc. Mons. Tommaso Valentinetti

“Il nostro fratello Filippo ha vissuto la sua esperienza di fede dentro questa comunità, dentro la comunità diocesana di Pescara-Penne, facendosi modello di servizio. Ne fanno fede e corona i tanti presbiteri e diaconi presenti questa sera con i tanti accoliti e ministranti. Ha ricevuto l’ordinazione diaconale nel 1992. Per diciotto anni ha annunciato il Vangelo, ha servito nel nome del Signore, si è prodigato per il decoro di questa basilica, è vissuto in mezzo al popolo di Dio, donando un esempio e modello di vita anche alle sua prima comunità ecclesiale: la famiglia. Carissimo Filippo, anch’io per quel pochissimo tempo che il Signore mi ha dato la grazia di poterti conoscere, rendo lode al Signore per la tua esistenza, per questa pagina delle Beatitudini che tu ti sei sforzato di vivere e dimettere in pratica, per il testamento di servizio e di amore alla Chiesa e alla comunità, che ci hai lasciato. Le ultime volte in cui ci siamo incontrati e salutati, sempre con molto calore, mi hai fatto percepire tra le parole che ormai stavi per sciogliere le vele, che aspettavi dal Padrone della messe la parola buona: “Vieni, servo buono e fedele, ricevi la ricompensa preparata per te davanti al tuo Signore”. Ora sei lassù, nella compagnia degli angeli e dei santi, sei sotto lo sguardo dellaVergine Addolorata che tanto hai amato. Lei ti sta prendendo per mano, ti sta nascondendo sotto il suo mantello perché, purificata la tua anima da tutto ciò che l’umana fragilità ha potuto stampare dentro la tua vita, tu possa presentarti davanti al trono dell’Altissimo. Grazie per quello che ci hai dato, grazie per quello che hai vissuto, grazie per l’amore che ci hai insegnato”.

La festa della Madonna nella ristrettezza economica

Carissimi fedeli, l'annuale festa della Madonna dei Sette Dolori, con la sua esplosione di colori, bancarelle, fuochi pirotecnici, orchestre varie, sembrerebbe più una festa pagana che cristiana, ma essa ha come centro e fulcro la devozione alla nostra Mamma celeste che qui veneriamo nel momento cruciale della sua vita, cioè nel momento tragico e glorioso della morte del suo Figlio sulla Croce.

Mi sovviene un episodio biblico. Abramo che ascende col figlio Isacco sul monte Moria dove Dio ha ordinato di sacrificare il suo figlio. Abramo è provato nella sua fede profonda. La sua scelta è una scelta di fede. Scelta che determinerà tutta la sua futura esistenza e l'esistenza del popolo dell'alleanza. Tuttavia Dio , dopo aver provato la fedeltà di Abramo, gli ordina di sostituire il figlio con un cervo.

Isacco è simbolo di Cristo che dona la sua vita per noi. Quello era semplice figura di quello che Gesù attuerà sulla Croce per la nostra salvezza.

Maria, la sua Madre Addolorata, non è semplicemente spettatrice di un evento, ma compartecipe della nostra salvezza, per questo  giustamente la Chiesa ha dichiarato Maria Corredentrice del genere umano.

A Lei apriamo il nostro cuore nel momento del dolore e della sofferenza fisica o psichica. La sentiamo come tenera Madre che apre le sue braccia amorose per accogliere i suoi figli e donare loro conforto nell'angoscia, aiuto nella sofferenza, salute nella malattia.

La Festa della Madonna, quest'anno si colloca in un contesto economico sfavorevole. Tutti siamo angosciati per il lavoro precario, per chi perde il lavoro, per le tasse che aumentano e i benefici che non si vedono. In questo contesto anche il Comitato della Festa ha pensato di ridurre al massimo le spese superflue per non gravare molto sui fedeli, che nonostante tutto, hanno contribuito efficacemente per la buona riuscita della Festa.

Il nostro Grazie per la vostra generosità e la Vergine Addolorata faccia scendere abbondante sulle vostre famiglie e sulla nostra Italia e sul mondo intero la Sua Materna Benedizione.

 

Padre Vincenzo Di Marcoberardino (parroco)

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